Pesaro – La biosistemica e la curva delle emozioni


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Molte volte le nostre emozioni vengono bloccate perché non ci diamo il permesso di viverle appieno. La cosiddetta “curva emozionale” con il suo naturale corso (nascita, crescita e deflusso) non di rado viene interrotta bruscamente. E questo ci comporta degli stati di sofferenza che occorre vadano esplorati.
La biosistemica ci supporta in tale indagine perché è un approccio integrato e innovativo che unisce vari metodi: quello bio e quello sistemico. Il primo è influenzato dalla neurofisiologia, mentre il secondo prende spunto dalle teorie di von Bertalanffy, Bateson e Morin e dal concetto principe di fusione della triade: pensiero, azione ed emozione. Ogni elemento di questa unione è correlato all’altro, quindi non gode di autonomia.
Il disagio si affronta a partire dall’unità corpo-mente e in questo contesto l’emozione diventa un evento psicosomatico con cui si lavora per instaurare un rapporto terapeutico con la persona. Infatti, ognuno di noi ha una finestra in cui sperimenta un range di emozioni con l’esterno, per cui bisogna diventare consapevoli delle proprie percezioni ed ampliare naturalmente lo spettro degli stati emotivi. In definitiva, non è mai lo stimolo ad essere traumatico, ma le nostre modalità di risposta che possono non essere adeguate e, spesso, finire con l’essere stereotipate.
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